134)Chi è l'amico che conosci da più tempo? Lupo Goldleaf (17 anni e 6 mesi) 135)Ci vai ancora d'accordo? Ni... se la tira troppo... lui e il suo sito di comunisti intelligenti..
134)Chi è l'amico che conosci da più tempo? Lupo Goldleaf (17 anni e 6 mesi) 135)Ci vai ancora d'accordo? Ni... se la tira troppo... lui e il suo sito di comunisti intelligenti..
Sì, viene dal blog di Grillo e parla Travaglio, per mezzora. Ma è interessante, tanto interessante, prendendo alcune cose che dice. Ad esempio i minuti tra il 9.30 e il 12.
Volevo parlarne in maniera piu approfondita, ma esami/scadenze ed eliminazioni azzurre dagli europei han tolto tanto tempo, quindi, postiamo questo video usando le nuove capacità molockiane.
questa la trascrizione della parte che volevo segnalare (si parla di intercettazioni e delle proposte della maggioranza a riguardo):
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci.
Mi piacerebbe parlare di cose diverse da Berlusconi e l’ennesima boiata di governo, come si fa da due settimane; ma davvero,è troppo. Mi abituerò e mi farò i fatti miei, e posterò notizie su 16enni americane impazzite che si fanno mettere tutte incinta la prossima volta, o proporrò qualcosa di diverso da una news. Lo giuro! (spero)
Sì, viene dal blog di Grillo e parla Travaglio, per mezzora. Ma è interessante, tanto interessante, prendendo alcune cose che dice. Ad esempio i minuti tra il 9.30 e il 12.
Volevo parlarne in maniera piu approfondita, ma esami/scadenze ed eliminazioni azzurre dagli europei han tolto tanto tempo, quindi, postiamo questo video usando le nuove capacità […]
Il Canal du Midi, affettuosamente detto “il canale di Michele”, è un canale artificiale che collega Mediterraneo con oceano Atlantico. Fu costruito nel ventennio 1660-1681, sotto il regno di Luigi XIV, il re sole, come segno della grandezza del governante e per sottrarre l’egemonia del commercio oceanico alla Spagna, che in quegli anni aveva Gibilterra. Progettato e in parte sovvenzionato da un ricco esattore delle tasse, senza alcuna conoscenza specifica di ingegneria, presenta alcune delle soluzioni più innovative e ingenose dell’epoca in tale ramo, e detiene un grande valore storico, tale da esser proclamato patrimonio Unesco nel 96.
Trecento anni dopo noi siamo qui che litighiamo per fare un ponte sullo stretto, ma è un altra storia.

Tutto questo per evitare di commentare l’ennesimo attacco alla mia pazienza e alla mia tranquillità da parte di un criminale di governo, l’accettazione passiva da parte dello stato delle sue opere, e la contemporaneità con una partita tesa e semidisperata della nazionale.
E per chiedere scusa a uno di noi molockiani, per aver dubitato di lui quando tra le chiacchere da ubriaconi tirava fuori l’esistenza di questo fantomatico canale e veniva perculato per mesi come risposta, mentre aveva ragione.
Fa strano pensare i francesi abili a fare qualcosa, e di cosi grosso e duraturo; e questo va a nostra discolpa.
(si, questo vi autorizza se volete a parlare di calcio e di sospensioni di processo nei commenti)
Il Canal du Midi, affettuosamente detto “il canale di Michele”, è un canale artificiale che collega Mediterraneo con oceano Atlantico. Fu costruito nel ventennio 1660-1681, sotto il regno di Luigi XIV, il re sole, come segno della grandezza del governante e per sottrarre l’egemonia del commercio oceanico alla Spagna, che in quegli anni aveva Gibilterra. […]
Quello cui volevo segnalare oggi sono due e non una notizia. Perchè martedi sera il sito non andava, non per colpa nostra, e perchè prima e dopo il tempo mancava.
Sarà vecchio, ma merita due righe: Famiglia Cristiana apre con un editoriale fantastico. Auspica uno scioglimento del PD tra componenti cattoliche e non, una fuga verso pdl dei vari teodem; e ovviamente sottointende la presenza dei Radicali-satana nel partito come la causa dei risultato delle elzioni, ne auspica la cacciata per risolvere, pardon, “espiare” il peccato laico. La Binetti, che ricordo votata da alcuni di noialtri lombardi, applaude e rilancia.
Il modo migliore di fare opposizione è dare corda a voci idiote e scissioniste, è una grande prova di politica. Perchè di questo si tratta, nel nostro stato laico. Un giornale di attualità facile, cattolico, fa politica e viene ascoltato con interesse mentre chiede al primo partito d’Italia di sciogliersi.
Il secondo caso è tuttora attuale. E, a dispetto da ciò che sembra, non è politica. Il governo annuncia per oggi la discussione di un decreto legge sulla fine della democrazia. Così se si vuole comprare parlamentari con posti da veline non solo si viene rivotati di più, ma non si può venir infastiditi da voci di presunta illegalità e puoi incarcerare chi viene a chiederti qualcosa.
Scoppia il finimondo, intervengono politici con un intesa “bipartisan” a chiedere spiegazioni su un azione insensata, e il quirinale fa sentire anche la sua voce. Due ore dopo viene corretto il tiro. Si erano confusi scrivendo dl invece di ddl; (e sviluppando “decreto legge” invece di “disegno di legge”, cosa un po più difficile da fare di una doppia lettera non ribattuta), è stato un errore, l’incidente si chiude qui. Nel tempo, troppo, tra sbaglio e ammissione succedeva di tutto, ma evidentemente erano tutti al bagno per dire “ah c’è una lettera di troppo”.
Cosi come pochi giorni fa quando il governo venne battuto su un voto su caccia e pesca (e rete4!), tutto questo viene bollato come “errore”, “incidente di percorso”, e non politica. Banalmente si potrebbe dire che la politica centra poco con parlamento italiano e consiglio dei ministri attuali, ma è fintroppo scontato.
E’ però inquietante vedere un governo che si diverte a prendere in giro, e riuscendoci, la massa di cittadini elettori e non. Mettendo in fila una serie di leggi facenti comodo a loro, cancellando ogni gaffe, spostando l’attenzione su di altro. E impiegando troppe poche energie per farlo. Una volta c’era almeno drammaticità nella prevaricazione dei principi base della democrazia, violenza, omicidi, intimidazioni. Ora solo situazioni non degne nemmeno di una sitcom di terzo ordine. Non che rivoglia lo squadrismo, ma siamo davvero cosi stupidi?
Menzione ad honorem per Alfano.
“Per non parlare degli ‘obiettivi’: nel 2007 gli ’spiati’ sono stati circa 125mila, ma se si considera che “le persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno, si arriva a tre milioni. E se si moltiplica per un il numero ‘n’ di giorni di intercettazioni, probabilmente e’ intercettata una grandissima parte del nostro Paese”.
Moltiplichiamo per n allora. Si arriva a 56 milioni in 18 giorni e a un miliardo in un anno. In sei anni riusciamo a intercettare tutta la popolazione mondiale. Un altro centro di eccellenza per l’Italia, o più verosimilmente dati sparati a caso da uno che non dovrebbe ricoprire il posto che occupa.
Quello cui volevo segnalare oggi sono due e non una notizia. Perchè martedi sera il sito non andava, non per colpa nostra, e perchè prima e dopo il tempo mancava.
Sarà vecchio, ma merita due righe: Famiglia Cristiana apre con un editoriale fantastico. Auspica uno scioglimento del PD tra componenti cattoliche e non, una fuga verso […]
E’ interessante come siamo all’avanguardia in qualcosa, una volta tanto. Negli ultimi anni si è tanto parlato della fine del petrolio e della crisi delle fonti energetiche non rinnovabili, del riscaldamento della terra e di tanti effetti negativi collegati all’industrializzazione indiscriminata dei decenni presenti. Ci si è però messo troppo ad accorgersene veramente di ciò che era successo e che stava succedendo; ci vuole poco a puntare sulle auto ibride e quelle a basso consumo dopo che il mercato crolla del 30% e la benzina sale del 20% ogni sei mesi, diventa una scelta obbligata, non una scelta. Ha valore anche questa, ma spesso è troppo tardi. Un’altro dei problemi che si ipotizzavano legati a tale circolo vizioso dei consumi era quello dello smaltimento dei rifiuti, dato il costante aumento della produzione degli stessi, la non smaltibilità della maggior parte di loro (parlo ad esempio delle varie plastiche che confezionano l’80% di ciò che compriamo) e il conseguente incremento esponenziale di discariche ed affini. Ci si è avvicinati alla differenziata, ma solo localmente e spesso in maniera inconsistente. Il problema non era visto come urgente, e anche adesso i rifiuti, su scala mondiale, sono su un gradino parecchio inferiore rispetto a riscaldamento e petrolio e temi annessi; le cose cambieranno purtroppo, ed in peggio, soprattutto visto che le piccole manovre che sarebbe già utile da fare adesso vengono ignorate (esempio banale, la maggior parte dei componenti elettronici invecchiano e son da buttare ogni 3 anni, questo vuol dire 4 telefonini e un paio di pc, una tv ed uno stereo/mp3, macchina fotografia o altro buttati ogni 3/4 anni per ogni famiglia; che inquinano, e parecchio, visto i componenti e le batterie usate, e che altrimenti e molto piu saggiamente potrebbero essere usati per recuperare con alta resa i materiali fatti per costruirli). Ma l’emergenza rifiuti napoletani ha portato alla nostra attenzione tale problema, c’ha reso, come anticipavo in prima linea, all’avanguardia. I primi ad avere l’emergenza rifiuti, quando nemmeno l’emergenza riscaldamento e quella “fine carburanti” non hanno dato ancora grandi dimostrazioni di sè. Abbiamo un piccolo record, un piccolo vanto. Questo però vuol dire che stiamo iniziando a reagire e ad affrontare il problema, e questa è una cosa positiva. L’esempio che voglio fornire è Tradate, con la sua casa monnezza; è un segno che perlomeno vediamo che ci sia qualcosa che nn va, e che andrebbe cambiato, magari qualcosa cambia. Si potrebbe abbandonare la consueta pratica di render discarica abusiva ogni metro quadrato lasciato a sè stesso, o addirittura iniziare una serie di miglioramenti e non solo l’eliminazione delle cattive abitudini. Perchè forse l’avanguardia in peggio si può trasformare in avanguardia in meglio, se si riesce a risolvere un problema grave prima che gli altri lo vedano.
Ai posteri l’ardua sentenza, o toccherà a noi mettere la parola fine?
E’ interessante come siamo all’avanguardia in qualcosa, una volta tanto. Negli ultimi anni si è tanto parlato della fine del petrolio e della crisi delle fonti energetiche non rinnovabili, del riscaldamento della terra e di tanti effetti negativi collegati all’industrializzazione indiscriminata dei decenni presenti. Ci si è però messo troppo ad accorgersene veramente di ciò […]
E mentre in tanti paesi e da Amnesty ci chiamano razzisti, il governo ammette ufficiosamente delle ronde per la garanzia della sicurezza, il governo e le autorità si dissociano dalle ronde quando accadono davvero e diventano punitive e razziste, e non c’è ancora nessun fatto reale accaduto che giustifichi questo clima di odio verso gli immigrati e che tenga alto lo stato di emergenza, Studio Aperto da ancora una volta una lezione di giornalismo: un servizio totalmente gratuito sul come gli immigrati rendano l’Italia un posto peggiore, farcito da una serie di illazioni e pregiudizi decisamente affini con l’odio razziale, che connette esplicititamente un senso di insicurezza e diffidenza alla sola presenza di stranieri in italia e non alla campagna di demonizzazione mediatica, e che ha come suo momento più alto la scritta in sovrimpressione, a mo di slogan “l’80% dei reati viene commesso dai clandestini”, affermazione così detta sbagliata e pericolosa.
Vabbè che studio aperto è merda, ma anche alla merda c’è un limite, e quando la seconda notizia del giornale non è nemmeno “il governo ieri è caduto, ma non vi preoccupate, non era una questione politica, l’hanno detto loro” (dimenticavo come in parlamento non si faccia politica ma altro, è una scusa geniale! ) ma “Bambina di 11 anni ROM viene arrestata per la 39esima volta per piccoli furti, tutto ciò è scandaloso” siamo davvero ben oltre il limite della decenza.
A contorno di tutto questo, a Roma si intitolerà una via ad Almirante. Perchè è vero che fu redattore della “Difesa della Razza”, ma ebbe anche tanti meriti. Come dice Violante “ebbe un ruolo importante nella storia di questo Paese, perché seppe condurre nell’alveo della democrazia quegli italiani che, dopo la caduta del fascismo e la sconfitta della Repubblica sociale, non si riconoscevano nella Repubblica Italiana del 48′”.
Quindi beh, si, fu complice in maniera indiretta (diciamo indiretta sì, siamo buoni) dello sterminio di milioni di persone, ma ha aiutato i fascisti ad essere reintegrati e a tornare in politica ed in parlamento, come si fa a non volergli bene?
E mentre in tanti paesi e da Amnesty ci chiamano razzisti, il governo ammette ufficiosamente delle ronde per la garanzia della sicurezza, il governo e le autorità si dissociano dalle ronde quando accadono davvero e diventano punitive e razziste, e non c’è ancora nessun fatto reale accaduto che giustifichi questo clima di odio verso gli […]
Non è possibile che stia accadendo davvero. Cosi in fretta, così facilmente, così…subito. Abbiamo accettato di avere come premier un uomo che con decine di non_condanne e non_assoluzioni otterrebbe la simpatia di qualsiasi criminale. Capace di giocare con la giustizia in maniera cosi totale da comandarla e farsene beffa. Arrivando ad attaccarla sullo stesso campo che le compete. Tu mi giudichi, quindi sei colpevole. Capace di porre come eroi per il paese mafiosi e legati alla mafia, che in fin dei conti erano brave persone. Abbiam giudicato normale che la compravendita di parlamentari avvenisse tramite l’assegnazione di posti nelle fiction della tv pubblica. Abbiamo sorriso al fatto che le donne e la loro uguaglianza sia rappresentata da una valletta e che tra i tanti ministri recuperati dal vecchio governo non ci fosse quello della sanità, disgraziatamente finito in tribunale per corruzione e tangenti.
Abbiamo votato con una legge elettorale antidemocratica fascisti e mafiosi accertati ovunque in parlamento, visto di buon occhio un ministro dell’interno che usava fino a pochi anni fa bruciare bandiere, attaccare lo stato e fare ronde illegali, abbiamo rivalutato fascismo e repubblichini, che alla fine dei conti erano brave persone, abbiamo accettato che una lista medievale e dannosa come quella di Ferrara avesse una totale copertura mediatica pur avendo uno scarsissimo successo di pubblico, abbiamo difeso quelle idee obsolete solo perchè venivano attaccate, abbiamo accettato che non venisse detta una sola parola invece su un movimento di un comico che di successo mediatico ne aveva avuto e che tra le tante boiate di cose interessanti ne diceva, abbiamo assistito svogliati a una indignazione gratuita a quell’unico che ha “appaltato” la tv a tale messaggio richiesto da chi la tv la guarda, e abbiamo assistito alla risposta censoria a questa manifestazione di informazione, abbiam fatto finta di non cogliere le citazioni in tale risposta censoria rispetto all’urkase bulgaro, abbiamo dimenticato l’urkase bulgaro, abbiamo sentito che Biagi appena morto era un grande amico di Berlusconi, abbiamo assistito all’ennesima epurazione di Luttazzi e al confino in cui sono tutt’ora i Guzzanti famosi e non fascisti, abbiamo dato un ministero inventato a un uomo responsabile di decine di morti libiche per i suoi atti sconsiderati, abbiamo accettato tutti di vivere nella paura perchè c’è stato detto, abbiamo chisto sicurezza per vivere in tale paura, abbiamo partecipato per convenienza a guerre in ogni parte del mondoedio oriente e abbiamo finto di non ascoltare i moniti sulla sconsiderata gestione di finanze pubbliche e televisioni da parte di UE, stampa estera, governi esteri ed associazioni garantiste.
Sabato Travaglio ancora una volta faceva il suo lavoro, e non diceva nulla di sbagliato, e per questo veniva attaccato. Pesantemente. E querelato ancora. I suoi avversari parlavano al Tg1, asservito ai loro interessi, e chiedevano ed ottenevano il culo di chi aveva dato voce al giornalista. Tutti d’accordo nell’indignazione, destra e sinistra. Bisogna garantire il dialogo. Contemporaneamente su La7 ad un programma comico Prodi dava l’ennesima dimostrazione di coerenza e di solidità, amplificando il sentimento di occasione persa. Oggi, il giorno dopo, le voci di censura si fanno più forti e sempre più compatte. Tutti parlano contro uno, nessuno mostra ciò che ha detto ma solo le reazioni su ciò che avrebbe calunniato, e poi in blocco lo accusano, lui, di parlare senza un contraddittorio. Ovviamente dimenticandosi che ai fatti non serve il contraddittorio. Ed è passata solo una settimana di cinque (dodici?) anni. Tutto ciò che ho detto è solo una piccola parte di ciò che potrei dire, e lo sappiamo. Anzi, son cose talmente ovvie e sapute da diventare banalità. Ed è davvero così lo sono.
Questa frase appena citata starebbe bene anche con un punto interrogativo piuttosto che terminare in maniera sentenziosa. Perchè siamo cinque anni dopo sempre allo stesso posto, incapaci di reagire, di accorgersi, sempre piu assuefatti dall’aria che respiriamo e disposti ad andare avanti risparmiandoci anche l’ultima, inutile, indignazione. Quella nostra, quella vera.
Chissà cosa si trova a liberare
la fiducia nelle proprie tentazioni,
allontanare gli intrusi
dalle nostre emozioni,
allontanarli in tempo
e prima di trovarsi solo
con la paura di non tornare al lavoro.
Domenica è morto un altro tifoso. Questo purtroppo è noto a tutti. Evidentemente il tifare per una squadra da ad una persona un incarico istituzionale per il breve e settimanalmente ripetuto mandato, altrimenti non si spiega l’eco che tutti i media italiani han dato ad un fatto cosi banale. Si potrebbe tranquillamente scrivere “incidente in autogrill, muore giovane” e non ci sarebbe nulla di sbagliato, di incorretto.
Il mio purtroppo di qualche riga sopra è così di rammarico sia per la morte dubbia di questa dubbia figura, sia per ciò che ha provocato. Ritornano attuali i propositi di chiudere gli stadi, evitare trasferte, facendo scomparire così il problema eliminandolo alla radice, ovvero eliminando i tifosi. Geniale. I tifosi non sono difatti persone che per sei giorni a settimana si comportano normalmente per poi trasformarsi in problema sociale solo saltuariamente. Sono Esseri deviati e pazzi che vengono liberati dalle loro strutture contenitive, i cosiddetti pullman, solo per dare libero sfogo alla loro passione omicida in necessari quanto evitabili tristi momenti. E ovviamente questa non è una generalizzazione.
E’ trascurabile in questo ragionamento il fatto che grandi parti delle tifoserie siano realmente delle teste di cazzo. Lo saranno sempre, non solo la domenica, e ciò non legittima a colpire tutto l’ambiente che frequentano.
Ma d’altronde quando l’informazione tutta non fa altro che demonizzare e aumentare ogni fatto di cronaca, creando un caso di ogni singolo evento, e trascurando le vere notizie offuscandole con degli scandali, l’unica risposta possibile a livello esecutivo resta una reazione dura ed insensata. O come accade più spesso un proclama a tale intervento, taciuto e nascosto non appena il problema “rientra”, ovvero succede qualcos’altro di più divertente od allettante, come una strage familiare o una studentessa morta in maniera dubbia. Tanto rumore per nulla, quindi.
Fantastiche poi sul fatto in questione le versioni discordanti delle due tifoserie. Gli juventini che accusano i parmensi di averli aggrediti con spranghe e mazze e di esser stati costretti a scappare; i parmensi che ribattono di esser stati coinvolti in un incidente durante un’allegro picnic in un autogrill. Cosi il gruppo antitifoso si raduna forte attorno alla Juve dimenticando che un autogrill in centro all’Italia è diverso da uno stadio, che invece son le cose che si vogliono chiudere. Io abolirei ciascun raduno di piu di 10 persone che seguono una partita, così, per sicurezza. O chiuderei gli autogrill, visto che due morti su due son avvenute lì.
Chi invece supporta i tifosi ricalca la vita strabiliante di un sinistrorso qualunque, col manifesto che anche oggi lo ricorda per il suo mirabile impegno contro la Tav, contro la base militare a vicenza, nella sua tesi di laurea contro gli inceneritori, nel suo lavorare come supervisore al rispetto della 626. Perchè sì, lui lottava contro le morti bianche, contro la gravità che colpisce la classe operaia facendola cadere dalle impalcature. E quindi va difeso, nascondendone i precedenti (come la diffida dagli stadi per comportamenti violenti, un banale incidente di percorso per un animo così nobile).
A me piace ricordarlo come un’intollerante mascherato da politically correct e cliche vivente dell’ “estremista di sinistra” senza alcun senso dell’ironia.
Domenica è morto un altro tifoso. Questo purtroppo è noto a tutti. Evidentemente il tifare per una squadra da ad una persona un incarico istituzionale per il breve e settimanalmente ripetuto mandato, altrimenti non si spiega l’eco che tutti i media italiani han dato ad un fatto cosi banale. Si potrebbe tranquillamente scrivere “incidente in […]
L’altro giorno m’è capitato per caso in mano Focus Extra; non che l’abbia voluto (il mio “razzismo” non mi fa buttare cinque euro in simili vaccate), ma comunque è capitato. Il numero era su Milano, dedicato ai vari progetti in corso per la “ricostruzione delle aree dismesse” e ai nuovi grattacieli della ex-fiera. Fin qui tutto normale. Passava poi a descrivede statisticamente il milanese medio: 45,4 anni, Francesco/Giulia Rossi, single, che dedica 3 ore al giorno alla Tv, 4 a studio e lettura, è interessato alla attualità (infatti, parola loro, è fan di Gerry Scotti), si ciba in ristoranti impigando 2-4 ore, e spende 100 €, il 6% delle sue uscite non alimentari mensili, in vestiario.
E qui mi incazzo; Se un milanese medio spende 7/8 ore (fonti sempre loro) in sonno, 4 di lettura e 3 di tv, 8 di lavoro, 3 per mangiare, 1 per muoversi sono 26 arrotondate per difetto, 28 per eccesso ore giornaliere. O legge/mangia/dorme in ufficio o ha tempo tendente a zero per tutto il resto. Che, per inciso, per il 30% delle persone è volontariato, e per il 50% è sport. E non ci credo che un cittandino medio legge quattro ore al giorno, scusate. E’ single poi perchè, spiegano, nel 2006 c’è stato lo storico sorpasso dei single sulle coppie: 219.205 single contro 158.813 coppie con figli e 129.403 senza figli: due conti allora; 219k single X 1 single a single = 219k single; (158+129)k single x 2 single a coppia=2×287k single=574k gente in coppia; che mi pare più di 219, ma probabilmente erro. Inoltre, spende 107€/mese, il 6% delle spese non alimentari totali, in vestiti. Al mese. Quindi se il 5% sono 100 euro, di euro al mese ne spende 2000 in “non alimentari”. E dato che mangia al ristorante, ne spende molto di più. E dato che inoltre spende 344.15 euro al mese al supermercato, spende tanto, si arriva facilmente ai 2500/2800 euro a testa. Medi. Troppo, forse.
Ora, mi ricordo di un vecchio articolo del City; Austriaci secondi per più partner al mondo, 29 in media (in una vita) a uomo e 17 a donna; italiani indietro, 19 a uomo e 7 a donna. Non mi pare possibile che 20 partner siano la media su tutti gli italiani; non è possibile, e non per una qualche mia invidia sui miei conterranei gigolò, ma per qualche questione puramente, ancora, numerica. Il minimo che si può dire è che il campione “intervistato” è francamente ridicolo, e per nulla significativo. Ma dando retta a tale “studio”, e facendo altri due conti, si arriva ad un interessante risultato. Se un uomo ha avuto 19 partner in media, e la donna 7 in media, e in media le donne italiane sono, facciamo, pari agli uomini, o da qualche parte c’è una nazione incredibilmente libertina, ma solo dal punto di vista femminile, o ogni italiano ha avuto (19-7)=12 partner uomini. Quindi 5 in piu delle donne che ha avuto. E se si vuole dar colpa all’immoralità omosessuale, includiamoci anche le lesbiche, e siamo tutti gay comunque.
Sempre il city oggi (nrd, ciò l’ho scritto due mercoledi fa, tale è il giornale da ricercare) dice che il 40% delle donne ha avuto rapporti omosessuali; quindi Siamo tutti gay. Diceva anche che il 60% degli uomini ha provato, e il tutto era incluso in una raccolta di dati presi alle scuole medie che affermava che l’80% degli alunni delle medie ha/avrà esperienze sessuali complete durante tale scuola. Mi sento vecchio, ai miei tempi si giocava a calcio e videogiochi, non ho memoria di nulla di tutto questo.
E’ assurdo a che livello siamo arrivati, le statistiche della maggior parte dell’editoria italiana (City è RCS, Corriere, come Focus, e le notizie sono ANSA) è fatta sicuramente di dati inventati, sbagliati, campati in aria, atti a dare l’immagine voluta e non quella reale della società che dovrebbero fotografare. Non servono a niente, e sono dannose, insomma, e ce ne vengono fornite a quintali, dati su dati, a patto solo di leggere e passare, senza nemmeno cercare di capire il perchè. Qui cito cose palesemente finte, se si parla però poi di crimini, immigrazione, paura e cose simili, le conseguenze peggiorano esponenzialmente. Tutti qui tra qualche anno con un nostro patrioct act, d’altronde, il 60% degli italiani ha paura (fonte focusextra).
L’altro giorno m’è capitato per caso in mano Focus Extra; non che l’abbia voluto (il mio “razzismo” non mi fa buttare cinque euro in simili vaccate), ma comunque è capitato. Il numero era su Milano, dedicato ai vari progetti in corso per la “ricostruzione delle aree dismesse” e ai nuovi grattacieli della ex-fiera. Fin qui […]
“Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciava addosso, Previti che gli cagava in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”.
Avrei qualche domanda da fare a La7, a questo punto.
- Perchè questa frase andava bene per essere riproposta in replica giovedì, ma era tanto insopportabile da giustificare la sospensione del programma sabato? Era anche in una posizone forte del monologo, lo apriva, non sono un po’ troppi sette giorni per accorgersene?
- Visto che nessuno si era accorto, voi a parte, di quanto questa frase fosse offensiva, chi è che si è lamentato in proposito? E’ forse un pretesto cercato per cinque puntate per far tacere il programma senza tirare in ballo politici noti o questioni calde, per togliere la possibilità di “martirizzare” ancora una volta Luttazzi? Come mai della frase si prende solo uno dei soggetti, Ferrara, e si tralasciano gli altri?
- Nel comunicato dite “Con Daniele Luttazzi, si legge in una nota della 7, e’ stato stipulato un contratto che garantiva la sua piu’ totale liberta’ creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Di questa liberta’ era necessario fare un uso responsabile, cosa che non e’ avvenuta.” Da quando la totale libertà è vincolata al farne un buon uso, pena la revoca?
Detto questo, non me l’aspettavo. Che senso ha ridare un programma a Luttazzi per poi sospenderlo a metà con un pretesto, in maniera voluta. O non glielo si dava, o doveva condurlo alla fine. Tra l’altro non aveva causato nemmeno tutta quella attenzione mediatica (ovviamente negativa) che avevano seguito Satyricon pre e post sospensione. Era in un’indifferenza fin troppo forte, per giunta. Quindi, cara La7, visto che i tuoi spettatori sono tra l’altro per grande parte fan di Luttazzi, Perchè?
“Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un […]
