Salve. Nel corso di un solitario vagabondaggio, mi sono imbattuto in questo blog. che mi è parso alquanto interessante, e degno di nota; per circa un paio di motivi, che ora passerò a elencarvi.
(Su non fate quelle facce sprezzanti! Non sono analfabeta, stavo scherzando. Ora userò la punteggiatura come Dio- o chi per lui- comanda.)
Il primo motivo di interesse parte dal vostro dichiararvi INEQUIVOCABILMENTE SUPERIORI AL RESTO DEL MONDO. Aspettate a innervosirvi, non ho intenzione di montare una polemica contro questo vostro razzismo socio-culturale, che in fondo condivido al cento per cento e fa parte anche del mio dna. Tuttavia non è certo la prima volta che riscontro questo tipo di atteggiamento tra i giovani istruiti e/o interessati a cultura e politica, ma forse (concedetemelo) abituati a vivere ben lungi dal contatto con il mondo, e questo mi fa pensare. Forse, nella società del ventunesimo secolo, il conflitto sociale (e se vogliamo politico) non è più tra ricchi e poveri (o tra “fascisti” e “comunisti”), ma tra coloro che hanno raggiunto un certo livello di ricerca culturale e quelli che invece, per mancanza di mezzi, voglia o intelletto o altro, non hanno compiuto tale ricerca. Queste due fazioni tendono generalmente a sopravvivere in universi lontani, ma non troppo (circa quanto lo sono il computer e la televisione). Naturalmente, poichè il mondo non è mai diviso nettamente tra bianco e nero, esistono tutte le sfumature e le sfaccettature del caso (questo perchè non mi accusiate di manicheismo). Sono conferma di questo discorso le recenti polemiche legate alle manifestazioni studentesche, somiglianti più a una gita scolastica particolarmente anarchica (o a un concerto dei Finley) che a “una forma di partecipazione democratica” (simpatica espressione, tra l’altro. Ottima per illudere l’ingenuo cittadino di non stare facendo solo un’utile camminata per favorire la circolazione sanguigna). Anch’io, come membro della categoria degli intellettualoidi sdegnosi, ho provato una forte nausea vedento Tg e dibattiti quel giorno. Ora però mi chiedo: in che cosa dovrei ritenermi superiore? Cosa faccio io più di loro? A cosa serve avere un certo tipo di conoscenze e di maturità socio-culturale se poi non la metto, non la mettiamo, mai in pratica? E’ vero che purtroppo la presente congiunzione non permette di intravedere il benchè minimo spiraglio di cambiamento, nè sarebbe stato utile andare in piazza a distribuire volantini “salviamo l’intelligenza”. E’, purtroppo, estremamente vero. Ma non credo che questo sia un buon motivo per starcene in poltrona comodamente a disprezzare e/o giudicare le persone o i fatti con la mente fredda e lucida di chi, in fondo, non ha niente da perdere nè da guadagnare, tranne l’opportunità di contemplare narcisisticamente un’altra volta la propria brillantezza.
L’accrescimento del proprio bagaglio culturale fine a sè stesso è masturbazione.
Il secondo motivo di interesse è un certo gusto decadente che mi accompagna e che ben si sposa con la vitalità di questo blog.
Salve. Nel corso di un solitario vagabondaggio, mi sono imbattuto in questo blog. che mi è parso alquanto interessante, e degno di nota; per circa un paio di motivi, che ora passerò a elencarvi.
(Su non fate quelle facce sprezzanti! Non sono analfabeta, stavo scherzando. Ora userò la punteggiatura come Dio- o chi per lui- comanda.)
Il […]
