Non è possibile che stia accadendo davvero. Cosi in fretta, così facilmente, così…subito. Abbiamo accettato di avere come premier un uomo che con decine di non_condanne e non_assoluzioni otterrebbe la simpatia di qualsiasi criminale. Capace di giocare con la giustizia in maniera cosi totale da comandarla e farsene beffa. Arrivando ad attaccarla sullo stesso campo che le compete. Tu mi giudichi, quindi sei colpevole. Capace di porre come eroi per il paese mafiosi e legati alla mafia, che in fin dei conti erano brave persone. Abbiam giudicato normale che la compravendita di parlamentari avvenisse tramite l’assegnazione di posti nelle fiction della tv pubblica. Abbiamo sorriso al fatto che le donne e la loro uguaglianza sia rappresentata da una valletta e che tra i tanti ministri recuperati dal vecchio governo non ci fosse quello della sanità, disgraziatamente finito in tribunale per corruzione e tangenti.
Abbiamo votato con una legge elettorale antidemocratica fascisti e mafiosi accertati ovunque in parlamento, visto di buon occhio un ministro dell’interno che usava fino a pochi anni fa bruciare bandiere, attaccare lo stato e fare ronde illegali, abbiamo rivalutato fascismo e repubblichini, che alla fine dei conti erano brave persone, abbiamo accettato che una lista medievale e dannosa come quella di Ferrara avesse una totale copertura mediatica pur avendo uno scarsissimo successo di pubblico, abbiamo difeso quelle idee obsolete solo perchè venivano attaccate, abbiamo accettato che non venisse detta una sola parola invece su un movimento di un comico che di successo mediatico ne aveva avuto e che tra le tante boiate di cose interessanti ne diceva, abbiamo assistito svogliati a una indignazione gratuita a quell’unico che ha “appaltato” la tv a tale messaggio richiesto da chi la tv la guarda, e abbiamo assistito alla risposta censoria a questa manifestazione di informazione, abbiam fatto finta di non cogliere le citazioni in tale risposta censoria rispetto all’urkase bulgaro, abbiamo dimenticato l’urkase bulgaro, abbiamo sentito che Biagi appena morto era un grande amico di Berlusconi, abbiamo assistito all’ennesima epurazione di Luttazzi e al confino in cui sono tutt’ora i Guzzanti famosi e non fascisti, abbiamo dato un ministero inventato a un uomo responsabile di decine di morti libiche per i suoi atti sconsiderati, abbiamo accettato tutti di vivere nella paura perchè c’è stato detto, abbiamo chisto sicurezza per vivere in tale paura, abbiamo partecipato per convenienza a guerre in ogni parte del mondoedio oriente e abbiamo finto di non ascoltare i moniti sulla sconsiderata gestione di finanze pubbliche e televisioni da parte di UE, stampa estera, governi esteri ed associazioni garantiste.
Sabato Travaglio ancora una volta faceva il suo lavoro, e non diceva nulla di sbagliato, e per questo veniva attaccato. Pesantemente. E querelato ancora. I suoi avversari parlavano al Tg1, asservito ai loro interessi, e chiedevano ed ottenevano il culo di chi aveva dato voce al giornalista. Tutti d’accordo nell’indignazione, destra e sinistra. Bisogna garantire il dialogo. Contemporaneamente su La7 ad un programma comico Prodi dava l’ennesima dimostrazione di coerenza e di solidità, amplificando il sentimento di occasione persa. Oggi, il giorno dopo, le voci di censura si fanno più forti e sempre più compatte. Tutti parlano contro uno, nessuno mostra ciò che ha detto ma solo le reazioni su ciò che avrebbe calunniato, e poi in blocco lo accusano, lui, di parlare senza un contraddittorio. Ovviamente dimenticandosi che ai fatti non serve il contraddittorio. Ed è passata solo una settimana di cinque (dodici?) anni. Tutto ciò che ho detto è solo una piccola parte di ciò che potrei dire, e lo sappiamo. Anzi, son cose talmente ovvie e sapute da diventare banalità. Ed è davvero così lo sono.
Davvero: per quanto noi ci crediamo assolti siamo per sempre coinvolti.
Questa frase appena citata starebbe bene anche con un punto interrogativo piuttosto che terminare in maniera sentenziosa. Perchè siamo cinque anni dopo sempre allo stesso posto, incapaci di reagire, di accorgersi, sempre piu assuefatti dall’aria che respiriamo e disposti ad andare avanti risparmiandoci anche l’ultima, inutile, indignazione. Quella nostra, quella vera.