Domenica è morto un altro tifoso. Questo purtroppo è noto a tutti. Evidentemente il tifare per una squadra da ad una persona un incarico istituzionale per il breve e settimanalmente ripetuto mandato, altrimenti non si spiega l’eco che tutti i media italiani han dato ad un fatto cosi banale. Si potrebbe tranquillamente scrivere “incidente in autogrill, muore giovane” e non ci sarebbe nulla di sbagliato, di incorretto.
Il mio purtroppo di qualche riga sopra è così di rammarico sia per la morte dubbia di questa dubbia figura, sia per ciò che ha provocato. Ritornano attuali i propositi di chiudere gli stadi, evitare trasferte, facendo scomparire così il problema eliminandolo alla radice, ovvero eliminando i tifosi. Geniale. I tifosi non sono difatti persone che per sei giorni a settimana si comportano normalmente per poi trasformarsi in problema sociale solo saltuariamente. Sono Esseri deviati e pazzi che vengono liberati dalle loro strutture contenitive, i cosiddetti pullman, solo per dare libero sfogo alla loro passione omicida in necessari quanto evitabili tristi momenti. E ovviamente questa non è una generalizzazione.
E’ trascurabile in questo ragionamento il fatto che grandi parti delle tifoserie siano realmente delle teste di cazzo. Lo saranno sempre, non solo la domenica, e ciò non legittima a colpire tutto l’ambiente che frequentano.
Ma d’altronde quando l’informazione tutta non fa altro che demonizzare e aumentare ogni fatto di cronaca, creando un caso di ogni singolo evento, e trascurando le vere notizie offuscandole con degli scandali, l’unica risposta possibile a livello esecutivo resta una reazione dura ed insensata. O come accade più spesso un proclama a tale intervento, taciuto e nascosto non appena il problema “rientra”, ovvero succede qualcos’altro di più divertente od allettante, come una strage familiare o una studentessa morta in maniera dubbia. Tanto rumore per nulla, quindi.
Fantastiche poi sul fatto in questione le versioni discordanti delle due tifoserie. Gli juventini che accusano i parmensi di averli aggrediti con spranghe e mazze e di esser stati costretti a scappare; i parmensi che ribattono di esser stati coinvolti in un incidente durante un’allegro picnic in un autogrill. Cosi il gruppo antitifoso si raduna forte attorno alla Juve dimenticando che un autogrill in centro all’Italia è diverso da uno stadio, che invece son le cose che si vogliono chiudere. Io abolirei ciascun raduno di piu di 10 persone che seguono una partita, così, per sicurezza. O chiuderei gli autogrill, visto che due morti su due son avvenute lì.
Chi invece supporta i tifosi ricalca la vita strabiliante di un sinistrorso qualunque, col manifesto che anche oggi lo ricorda per il suo mirabile impegno contro la Tav, contro la base militare a vicenza, nella sua tesi di laurea contro gli inceneritori, nel suo lavorare come supervisore al rispetto della 626. Perchè sì, lui lottava contro le morti bianche, contro la gravità che colpisce la classe operaia facendola cadere dalle impalcature. E quindi va difeso, nascondendone i precedenti (come la diffida dagli stadi per comportamenti violenti, un banale incidente di percorso per un animo così nobile).
A me piace ricordarlo come un’intollerante mascherato da politically correct e cliche vivente dell’ “estremista di sinistra” senza alcun senso dell’ironia.
Domenica è morto un altro tifoso. Questo purtroppo è noto a tutti. Evidentemente il tifare per una squadra da ad una persona un incarico istituzionale per il breve e settimanalmente ripetuto mandato, altrimenti non si spiega l’eco che tutti i media italiani han dato ad un fatto cosi banale. Si potrebbe tranquillamente scrivere “incidente in […]
