Il libero pensiero è eredità dell’illuminismo. Trecento anni fa qualcuno cercava di dire che non esistono verità assolute.
83. È importante rilevare ciò che i Padri sinodali hanno qualificato come coerenza eucaristica, a cui la nostra esistenza è oggettivamente chiamata. Il culto gradito a Dio, infatti, non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre relazioni sociali: esso richiede la pubblica testimonianza della propria fede. Ciò vale ovviamente per tutti i battezzati, ma si impone con particolare urgenza nei confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme.(230) Tali valori non sono negoziabili. Pertanto, i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana.(231) Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l’Eucaristia (cfr 1 Cor 11,27-29). I Vescovi sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato.(232) (Sacramentum caritatis)
Oggi 29 marzo 2007 viene reso pubblico il Sacramentum caritatis [frutto malato di menti malate, giusto per dire la mia sin da subito].
Il sacramentum caritatis è tutto pervaso, come dicevano questa sera a Otto e mezzo, da una strenua opposizione di autonomia e pluralità, che Ferrara ha giustamente detto essere il contrario di verità.
Ogni politico cattolico deve essere in primo luogo cattolico, e solo poi un politico. Un politico che non obbedisca ciecamente alla Chiesa è tacciato di incoerenza. Il Cei ha stabilito che esistono determinate verità assolute, incontestabili e inconfutabili in quanto derivanti dalla parola di Dio. E un cattolico, in quanto tale, non può prendere decisioni politiche che non rispettino queste verità assolute. Ergo, il Cei vuole porre fine a un qualsivoglia dialogo, ammesso che mai sia esistito, tra non credenti cattolici. Perché in questo modo il dialogo non è più alla pari: se un non credente non si basa su verità assolute ma solo sulla propria intelligenza, un cattolico al contrario ha dalla sua parte dio, e quando mai dio si è sbagliato su qualcosa? Un cattolico non può cambiare idea su delle verità assolute dettate da dio, e tanto meno può farlo ora che il Cei le ha ribadite e messe in chiaro.
Nel 1984 Joseph Ratzinger, prefetto della Sacra congregazione per la dottrina della fede, parla, in un’intervista con Messori, di ‘restaurazione’, ‘dopo le esagerazioni di un’apertura indiscriminata al mondo’ compiute dal Concilio.
Nello stesso 1984 il nuovo concordato tra Stato e Chiesa stabiliva che l’Italia era un paese laico.
Nel 2005 papa Benedetto XVI illustra il programma del suo pontificato nella sua prima enciclica ‘Deus caritas est’:
La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile. Non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia. Deve inserirsi in essa per la via dell’argomentazione razionale e deve risvegliare le forze spirituali, senza le quali la giustizia, che sempre richiede anche rinunce, non può affermarsi e prosperare. La società giusta non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica.
(Deus caritas est-2005)
Nel 2007 il Cei stabilisce che autonomia e pluralità sono due mali della nostra società da combattere e impone a tutti i cattolici di obbedire alla Chiesa e alle verità che essa professa.
In Spagna, paese fortemente cattolico da secoli, il potere politico è riuscito a imporsi e a non farsi influenzare dal potere temporale tanto che ora lì sono celebrati matrimoni tra omosessuali. In Italia, paese di qualunquisti, bigotti, corrotti, e rari integerrimi, paese amante del facile, del non pensare troppo, del non sforzarsi troppo di avere un’identità propria, una testa propria, paese in cui si vietano i cellulari a scuola per risolvere una crisi di valori tra i giovani, ecco in Italia si regredisce, si torna indietro di oltre vent’anni al giorno.
Io sono sull’orlo di una crisi isterica: rendersi conto della stupidità e dell’ignoranza imperanti attorno a sé può essere molto frustrante.
Il libero pensiero è eredità dell’illuminismo. Trecento anni fa qualcuno cercava di dire che non esistono verità assolute.
83. È importante rilevare ciò che i Padri sinodali hanno qualificato come coerenza eucaristica, a cui la nostra esistenza è oggettivamente chiamata. Il culto gradito a Dio, infatti, non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre […]
