In casa, i nonni si lamentano degli acciacchi dell’età; sono saggi loro, guardano il TG salute, poi raccontano di come si fa a stare bene. Io sto relativamente bene, loro no, mai.
Cammino per strada e nel giro di pochi chilometri becco una mezza dozzina di persone che hanno superato l’aspettativa di vita e si trascinano per strada, incapaci di stare in piedi da soli, aggrappati ad accompagnatori innervositi e stanchi, lentamente dirigendosi verso il cimitero comunale.
Accendo la TV, appassionato come sono di depressione; mi ricopro di “notizie dal mondo” e vengo a sapere (quando ci riesco, essendo i giornalisti in sciopero) che un uomo-larva si rantola in un letto e chiede di essere lasciato morire, non ucciso, LASCIATO MORIRE senza dolore, perchè non ce la fa più, perchè non c’è speranza, perchè dovrà morire, lo sa ed è la sua unica gioia; ma qualcuno decide per lui che andare avanti è giusto.
Ah, bene… Se finissi così anch’io?
Uhm, penso, sono io che faccio schifo perchè sono solo un adolescente fisicamente a posto, dalla buona abitudine alimentare e aerobica, oppure l’attività fisico-mentale è meglio relegarla allo zapping, all’apertura delle antine di casa, a sfogliare Harmony e le pagine dello sport? Meglio morire perchè si è vissuti o vivere per non morire? Essere dignitosi o sopravvivere???
Siamo ignorantissimi in realtà, non conosciamo nulla oltre il reale, la morte ci fa uno strano effetto, per cui noi dobbiamo abbatterene i tabù… Mentre, invece, chi gli è più vicino deve per forza rifuggirla, qualunque sia la visione che ne ha. Perchè? Cazzo!
LASCIATE MORIRE CHI LO VUOLE, CHI LO MERITA, VIVRETE DANNATAMENTE MEGLIO ENTRAMBI.
Se le cose vanno male, prima spaccati la testa per farle andare bene! Ma una volta avuta la certezza piena dell’irreversibilità della situazione, lasciati alle spalle i problemi in qualsiasi modo! Chi può impedire di mollare lo schifo? Chi si permette di dire che è sbagliato abbandonare la vita che si ha ma non si rispetta?
Al martire Welby, che mi ha insegnato che non bisogna vivere nella paura, che bisogna lottare per i propri fini, che non un solo secondo della vita è speso invano se condotto rettamente e se meritatamente immortalato per l’eterno, magari attraverso la morte…
Parli del Diavolo e mi spuntano le corna, il forcone e se hai pazienza il pizzetto appuntito… AKA una frecciatina calibro 44 magnum
In casa, i nonni si lamentano degli acciacchi dell’età; sono saggi loro, guardano il TG salute, poi raccontano di come si fa a stare bene. Io sto relativamente bene, loro no, mai.
Cammino per strada e nel giro di pochi chilometri becco una mezza dozzina di persone che hanno superato l’aspettativa di vita e si trascinano […]
