TAMARRAL WARNING: THIS POST HATES YOU ALL FUCKING DISCO ATTENDERS
Ora posso dire di avere fatto una serata in “disco”.
Sabato sera, siamo solo in tre, ci mettiamo d’accordo con un nostro amico di Milano per vederci e decidiamo di raggiungerlo a casa sua. Mi anticipa che ha un invito per l’apertura di un “locale orrendo, a cui non andiamo di sicuro, che poi c’è mia sorella coi suoi amici, due palle” e perciò evito di controllare il mio abbigliamento. Ovviamente, dopo un cocktail orrendo da 7.50€, ci siamo finiti.
Ci vuole l’abito: io non ce l’ho. Punto. Ma poi, CAZZO VUOL DIRE CI VUOLE L’ABITO?
Semplice: bisogna vestirsi come dei pinguini, tutti uguali, tutti con la cravatta allacciata apposta male, camicia bianca slacciata che traspare la fresca epilazione, giacca scura abbondantemente fuori taglia oppure scandalosamente su misura, jeans (mah, quelli li ho anch’io, non è giusto) e scarpe del papà oppure le Nitro.
Circondato dalle comparse di Saturday Night Fever, per la prima volta nella mia vita ho potuto godere di un’attesa di circa 40 minuti per finire in un sottoscala particolarmente rumoroso del centro di Milano. Che poi, chissà come, viene descritto come “questo posto è una merda” da tutti; però è pieno zeppo, questo come gli altri, che vengono comunque definiti con le stesse parole…
Valli a capire ’sti discotecari! Peggio delle donne, condividono con queste forme di vita alternativa svariate cose: per esempio, oltre alla repulsione per i peli, loro entrano prima di me. Paradosso: il proverbio dice che tira più un PELO di figa che un carro di buoi. ma nonostante la glabrezza diffusa per il mucchio in attesa, le donne entrano prima. Questa non me la spiego, accetto commenti di ogni tipo al riguardo.
E appunto dicevo che i tabbozzi entrano prima. Perchè, chiedete? PERCHE’ “ENTRA SOLO CHI PIACE A TE”, dice uno con una faccia da sfigato, vestito come gli altri, ma con una cartellina in mano, a quello che se ne sta in piedi davanti a noi dicendo “entra” a chi vuole lui: il Buttafuori. Sì, c’è Uno che ti può dire: “tu così, non ci entri, guarda gli altri come sono eleganti” mentre gli passa davanti una quarta sul metro e ottanta. E attorno ce ne sono circa 12 che impugnano cartelline, contano, si guardano attorno, insomma Inutili.
A quel punto sorge la rimbalzofobia e mi chiedo se mi possano giudicare inguardabile e ne sono fermamente convinto: ho la camicia scura e i jeans van bene, ma le scarpe non sono truzze e il maglioncino è molto sobrio, probabilmente brutto per i Suoi occhi. Vedo che Lui mi fissa, solo il Suo consenso stilistico potrà permettermi di passare la serata coi miei amici. MAVVAFFANCULO
Incredibile ma vero, passiamo l’esame e mi ritrovo nel suddetto sottoscala. 6 euro per mettere per terra il cappotto. Me lo posso anche tenere in mano, tanto la prima sedia che trovo la compro. All’ingresso schermo piatto con pesci tropicali…. vabbè… un investimento azzeccato. La zona fumatori è uno stanzino con porta a vetri, senza finestre e non ventilato, ma nonostante tutto CON SEDIE. Eh sì, perchè mi è toccato stare in piedi un’ora e mezza in quel posto, pieno come un uovo, musica piratata e remixata di chiaro gusto commerciale.
Vabbè, rifacciamoci con l’alcol. Gira voce che ci sia una consumazione gratuita. Non è vero.
10 EURO. TE LO PUOI PURE METTERE NEL CULO TAMARROLANDIA. All’uscita una lurida con 5 euro ti faceva bere e mangiare.
Preso da sconquassi morali interni ed esterni, luci strobo e la musica dimmerda, mi metto a riflettere sui tamarri: è semplice, funziona così: essendo i tamarri persone di categoria inferiore, amano rifugiarsi in posti dove mostrare abilità fisico/stilistiche di facile apprendimento (perchè vestirmi “bene” se voglio ce la faccio anch’io e ballare è una stronzata) è la chiave del successo, dove non si parla perchè non si riesce, “ci si fanno tipe fighe” perchè tanto il resto è un contorno noioso. Non parlando, oltre a mascherare la loro sconvolgente ignoranza, riescono ad annullare le difficoltà e i risvolti delle relazioni interpersonali, riducendo queste ultime a semplici gesti e a un codice linguistico comune. Tutti parlano uguale e tutti hanno le stesse scontate opinioni. TV, motori, figa… poco altro. Azzardo nel dire che valga lo stesso per le tamarre.
TAMARRAL WARNING: THIS POST HATES YOU ALL FUCKING DISCO ATTENDERS
Ora posso dire di avere fatto una serata in “disco”.
Sabato sera, siamo solo in tre, ci mettiamo d’accordo con un nostro amico di Milano per vederci e decidiamo di raggiungerlo a casa sua. Mi anticipa che ha un invito per l’apertura di un “locale orrendo, a […]
