In questi giorni ho avuto molto da fare. Su internet, s’intende L’occupare tempo frugando tra le peggiori cose che ti possa offrire la rete alla lunga è decisamente stancante, ma a piccole dosi può fornire interessanti novità.
O spiegarti cose nuove che semplicemente non avevi capito passeggiando per le vie della tua città.
Sta il fatto che da link in link e da sito in sito mi son imbattuto in quello che sta producendo la fusione della cultura hip-hop americana con le periferie italiane. Ovvero, gruppi di repper italiani, bianchi fuori ma neri dentro, che si vestono come il principe di bel-air e vanno in giro convinti di vivere quella realtà che senton nei testi delle canzoni che ascoltano. In pratica una categoria di adolescenti italiani, spesso di buona famiglia, convinti di vivere da emarginati, che parlano una loro lingua, idolatrano 2pac, si vestono con cose di 2 taglie più grandi e con colori sgargianti e che si ritrovano su internet a vantarsi di quanto la società razzista e violenta è stata cattiva con loro. I più intelligenti tra loro imitano i loro idoli a tal punto da improvvisarsi autori di brani che risultano essere ne più ne meno della traduzione italiana semi-letterale dei luoghi comuni sulla comunità nera americana. Che raccontano storie di loro che, in giro coi loro fra e le loro troie incontrano gang rivali e ci instaurano conflitti a fuoco.
Tutto normale quindi, no? Ed ecco che viene il bello ora. Perchè non solo condivido lo stesso stato e la stessa regione con questa gente, ma la stessa città. A quanto pare non solo ho passato tutta la mia vita in un ghetto, ma anche gli ultimi tre anni immerso in una guerra tra gang che contrapponevai due paesi dove vivevo. 
Cioè. Questi quattro simpaticoni che si bullano in foto, non solo sono pericolosissimi ma sono a Garbagnate, ma quei palazzoni sullo sfondo si vedono da casa mia. E loro assieme a tanti altri son il frutto di quella generazione di gangsta di Cesate che dopo anni di gavetta tra le strade dell’oratorio e del villaggio ina a spacciare e sparare, han preso il predominio anche qui da me. E io, che ingenuo, ho continuato per anni ad andare in giro tranquillo e disarmato per questi quartieri, senza sapere del pericolo che ho corso. Senza sapere che vita di merda stavo facendo, senza accorgermi dei bambini che spacciavano ai bordi delle strade col crack in una mano e una pistola nell’altra.
Ecco chi eran quelli in piazza della croce, ecco chi sono quelli che sfrecciano con le loro suzuki vitara coi neon a tutta velocità. Dei criminali, i padroni di qui. Quanti pericoli che ho corso, non sapendolo. Ma ora ne sono conscio potrò salvarmi, o prendermi una fetta della torta, volendo. Come CJ in Gta, lotterò contro la polizia e farò resistenza contro di loro, che c’opprimono solo perchè siamo diversi da loro. Ecco, ora uscirò di casa, ruberò una auto, andrò all’armeria che c’è in fondo alla via tra il parco dei bimbi e il centro per anziani, comprerò un uzi e andrò dai miei nuovi homie pronto a dimostrare di che pasta sono fatto, sperando che ci sia ancora posto per me.
Mapperpiacere va. Evidentemente AliG nn ha insegnato niente a nessuno, ed evidentemente c’è qualcosa che non va. Se non è nella società, nel quartiere, cosa rimane, se non le persone e la loro stupidità?
Tenetelo Reale, mi raccomando. E domani, tutti alla gelateria “la Nuvola” tra il Gs e il negozio di intimo per organizzare l’attacco alla Yakuza di Saronno.
In questi giorni ho avuto molto da fare. Su internet, s’intende L’occupare tempo frugando tra le peggiori cose che ti possa offrire la rete alla lunga è decisamente stancante, ma a piccole dosi può fornire interessanti novità.
O spiegarti cose nuove che semplicemente non avevi capito passeggiando per le vie della tua città.
Sta il fatto che […]
