Stamane mi sono svegliato diciassettenne. Quale momento migliore per fare due conti sull’oggi, lo ieri, l’altro ieri e il domani?
Beh, l’aria è pesante: la grande sfera blu-verde da mesi gira ma io rimango fermo, non progredire nè regredire mi fa star male, è l’otium da cui devo fuggire. E allora rifugiamoci nel nostro ripostiglio preferito: Molock.
Lasciamo passare il mio pessimismo estremo, in grado di farmi litigare per il rumore (o il non-rumore) della mia sveglia. Forse, appunto, sono un vecchio lamentoso. Forse, non sono fatti miei. Ma mi sento stanco, non fisicamente, nè psicologicamente.
Ma non sembra anche a voi che we get some rules to follow / that and this / these and those ma che no one knows da dove partire, dove arrivare, e cosa esattamente chi ha potere su di te vuole? Non sembra anche a voi che sia strano che i tuoi superiori ti espongano come siano ontologicamente inferiori a te e che tu li debba seguire, pentendoti delle tue mancanze che loro sono stati costretti a premiare (la frase è contorta quanto la situazione esposta)? Non vi sembra strano che in uno Stato in uno stato di disequilibrio si parli solo dello stato di un processo a un’omicida reononconfessa (-lei ha ucciso suo figlio? -non intendo rispondere!) e dello stato di forma degli 11 ragazzi azzurri (perchè azzurri? perchè è il colore di quelli che hai esiliato! no?) che solitamente tirano calci ma che invece dovranno subirne? Sembra strano solo a me che i suddetti ragazzi siano capitanati e rappresentati da uno che ha rubato gli ultimi due campionati (almeno) e che parlando della situazione del suo club dice “non eravamo gli unici” (cazzo! i bambini delle elementari) e per la suddetta frase si guadagna il titolo di “miglior avvocato di Moggi” e gli elogi del mondo calcistico in toto? E non è poi strano che lo sport più amato sia il più sporco?
E non è strano che la maggioranza sia stata definita da migliaia di voti esterni alla politica italiana anzi dalla vita italiana? E non lo è il fatto che sia stata definita tirannide il governo dell’uomo più pubblicamente sfottuto della nazione? Non lo è il fatto che un imprenditore sia eletto Premier? Non lo è usare la parola “Premier”? Non lo è il fatto che il governo più criticato sia stato anche il più lungo? Non è strano che la maggioranza meno evidente della storia italiana sia la meno disposta a compromessi e la più spostata all’estremo?
E nel bel paese degli idioli calcistici e dei politicisti, la terra del don Abbondio vs. don Camillo vs. Peppone vs. La Trippa, del mal comune e del mezzo gaudio, del blog di Buffon e delle serie televisive in ordine invertito, delle classifiche delle suonerie più pubblicizzate e di Ligabue morto ci tocca pure viverci…
Mah, forse meritiamo di meglio. E allora seguo il consiglio di Lupo, e viaggerò… Senza badare alla metà… Forse così funzionerà…
PS: E poi vaffanculo son stato un mesetto senza computer! E come facevo senza il mio Molock!
PPS: Un complimento implicito per tutti gli articoli scritti durante la mia assenza, mi sono piaciuti molto
Stamane mi sono svegliato diciassettenne. Quale momento migliore per fare due conti sull’oggi, lo ieri, l’altro ieri e il domani?
Beh, l’aria è pesante: la grande sfera blu-verde da mesi gira ma io rimango fermo, non progredire nè regredire mi fa star male, è l’otium da cui devo fuggire. E allora rifugiamoci nel nostro ripostiglio preferito: […]
