Premessa. Se sei un dirigente della sinistra e stai leggendo proprio queste righe, ti avverto: NON ripeto NON usare ciò che segue per la campagna elettorale. NON farlo. NON giova. E’ dannoso. Se sei Vi0lante: muori, imbecille; e fallo in silenzio, prima di portare altri danni. Detto questo, entri in scena l’articolo.
Scusate il fastidioso disclaimer, ma era necessario; le righe che seguiranno non sono infatti delle critiche al mero programma della CDL, nè al suo operato degli ultimi cinque anni; a queste dovrebbero pensare i politici che ci rappresentano. Invece, ciò che sto per scrivere è un puro e semplice attacco al nostro presidente del consiglio, al suo modo di fare politica ed alle disastrose conseguenze che ha portato nel pensare e nell’agire sia dentro che fuori dal Transatlantico.
Non si può negare infatti come quella portata da Berlusconi nel mondo politico sia stata una vera e propria rivoluzione; una rivoluzione che ha permesso il passaggio da un sistema defunto di morte violenta come la Prima Repubblica ad una Seconda caratterizzata da un tentativo (malriuscito) di bipolarismo. Berlusconi è stato senza ombra di dubbio il più rilevante traghettatore politico tra questi due mondi; un Caronte ed un Plutone ad un tempo.
Non so però quanto questo bipolarismo sia stato voluto e progettato dal magnate di Arcore: è sotto gli occhi di tutti come, ora più che mai, le tradizionali distinzioni destra-sinistra siano sfumate, quasi indistinguibili, e come l’unica vera discriminante - perlomeno tra chi fa o segue la politica - sia il ben più affilato divisorio berlusconismo\antiberlusconismo. Perchè un uomo come Di Pietro che si è sempre detto di ambiente tutt’altro che sinistrorso è oggi schierato proprio da quella parte, e nessuno lo potrebbe immaginare altrove? Perchè Indro Montanelli (pace all’anima sua) aveva parlato del berlusconismo come di una malattia infantile del paese? Cosa ha il nano pelato che non va?
Possiamo dire che tra Berlusconi ed un qualsiasi leader politico di un qualsiasi altro paese occidentale vi è una differenza gargantuesca (grazie Ellen): gargantuesca proprio come il conflitto d’interessi che lo segue ovunque egli vada. Badate bene: è un tema assai più vasto del semplice rapporto rai-mediaset. Il conflitto d’interessi si estende ad ogni ganglio della vita sociale e politica di Berlusconi e del paese. Certo, già solo la vista di un Berlusconi dirigente mediaset che concorre con un Berlusconi capo della Rai farebbe rabbrividire qualunque americano, qualunque spagnolo. Ma non è solo questo. E’ come Berlusconi premier sia chiamato a legiferare sul Berlusconi imputato (nota). E’ Berlusconi comunicatore ed editore che deve comunicare i risultati del Berlusconi governante. E’ Berlusconi imprenditore che deve sottostare alle regole del Berlusconi legislatore. Addirittura al quadrato: Berlusconi in conflitto di interessi deve fare le regole per gestire il suo conflitto di interessi. Mal di testa? Normale, tranquilli.
Questo immenso, biblico bordello si snoda in due problemi entrambi gravissimi. Il primo è come, per risolvere tutto questo, il leader forzista sia stato costretto a diventare ufficialmente uno schizofrenico. E’ ovvio che tutti i Berlusconi di cui sopra non potrebbero comportarsi come descritto: ovvio, certo, solo se fossero tutti lo stesso Berlusconi. Ma nel forzist-pensiero, così non è. Esiste un Berlusconi imprenditore, un Berlusconi presidente del Milan ed uno del Consiglio. Uno capo della maggioranza di governo, ed uno che guida Forza Italia. E sono tutte persone diverse: non potrebbe essere altrimenti, il conflitto d’interessi non esiste, giusto?
Naturalmente, però, ogni scelta comporta, in politica ed altrove, una reazione; in questo caso, abbiamo visto, piano piano, l’intera coalizione di destra adattarsi a questa schizofrenia tanto di moda. Abbiamo visto un Lunardi-ministro approvare autostrade che poi sarebbero state costruite dal Lunardi-costruttore (come i lemming, ma senza capelli verdi). Abbiamo visto Previti votare leggi che avrebbero scongiurato la galera a tante persone, anche ad un certo Previti Bis. Abbiamo addirittura visto un Galliani presidente della Lega Calcio gestire gli accordi fra le squadre, anche con quella di un certo Galliani2. E’ parte di questo dramma anche la schizofrenia che parrebbe dividere una persona che ha ruoli istituzionali dalla stessa persona che ha ruoli di guida di un partito: uno per tutti, Calderoli ministro che non ha detto\fatto cose che ha invece detto\fatto il Calderoli non-ministro. “Non parlavo come esponente di governo”? Ma tu sei un esponente di governo!
Ma abbiamo anche un’altra conseguenza, forse ancora più terrificante: in linea teorica e semplificata, abbiamo visto il quarto potere coalizzato con l’esecutivo coalizzato con il legislativo battersi all’ultimo sangue contro un giudiziario che si è fatto per ovvia conseguenza sempre più violento e combattivo.
Brrr.
Questo ci porta ad un altro punto: l’estremizzazione del conflitto, e la polarizzazione non di valori ma dovuta a puri eventi di cronaca giudiziaria e, di conseguenza, di legittimità politica. La tattica unanime della seconda repubblica è quella di delegittimare l’avversario. E’ la stessa che sto usando io ora, me ne rendo conto: per questo, vedi il disclaimer. Berlusconi ha però preso e fatto propria questa tattica, conferendole la dignità di strumento mediatico, dandole un modus operandi ed una ripetitività quasi meccanica. Contro le toghe rosse. Contro la sinistra comunista. Contro telekabul ed il corriere socialista. L’esempio più palese è molto recente: la Confindustria, delusa dalle politiche economiche del governo (promosse e non promesse alcune, promesse e non promosse altre), ha espresso il suo parere su di esso. E di botto, la Confindustria ha, agli occhi del fondatore di Publitalia, perso ogni legittimità democratica. Non rappresenta più nessuno. Non è più nulla, e pertanto non deve essere più nulla nemmeno ciò che essa dice.
Da qui, il terzo punto: l’unico strumento di legittimazione è il popolo nella sua interezza e nel voto diretto, e così l’unico legittimato monarca sono io, sua maestà Silvio. Un populismo così irrazionale ed irresponsabile che sta fallendo.
Ma questo fallimento è davvero ciò che ho sperato? Ciò che hanno sperato tutti i liberali d’Italia, stufi di un liberalismo di facciata, buono solo a nascondere le crepe di cui sopra? Montanelli (pace all’anima sua) disse:
Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino.
(Intervista a Montanelli di Laura Laurenzi, La Repubblica, 26 marzo 2001)
Ora il popolo italiano è davvero vaccinato? O non ha imparato nulla da questi anni di gaffes e di crisi, non solo economica ma anche politica, con le estremizzazioni ed i conflitti che abbiamo visto? Non lo scopriremo certo il 10 aprile, penso; per capirlo dovremo aspettare il prossimo Berlusconi, o la prossima Mani Pulite. E lì, solo Dio sa che succederà. Solo Dio, o i tg delle reti Mediaset.
Nota: infatti guardare la storia giudiziaria dell’ex-piduista offre molti spunti di discussione, e di incredulità su come diavolo possa essere stato eletto comunque. Guardate questa lista di notizie d’agenzia (di Reuters, mica L’Unità o La Repubblica). Ora, contate il numero di reati caduti in prescrizione. Perchè sono così tanti? Perchè la tattica difensiva di Berlusconi quella è: rimandare il processo quanto più possibile in modo da evitare che si arrivi ad un giudizio vero sui fatti. E per questo vale lo stesso ragionamento che va fatto quando la zucca pelata si appella al diritto di non rispondere: Puoi farlo come privato cittadino ma NON come politico. Ancora: molti dei reati sono stati prescritti perchè erano cambiati i tempi di prescrizione mentre il processo era in corso. Chi li ha cambiati? Trenta secondi per rispondere, si vince una bambolina di Bondi. Ma non solo: la sua legge sul falso in bilancio l’ha salvato in tre diversi processi che non si potevano risolvere con la prescrizione. Io non capisco come diavolo si faccia anche solo a pensare di votare una persona con così tante ombre.
Premessa. Se sei un dirigente della sinistra e stai leggendo proprio queste righe, ti avverto: NON ripeto NON usare ciò che segue per la campagna elettorale. NON farlo. NON giova. E’ dannoso. Se sei Vi0lante: muori, imbecille; e fallo in silenzio, prima di portare altri danni. Detto questo, entri in scena l’articolo.
Scusate il fastidioso disclaimer, […]
