Alla moda come i baffetti di Hitler

Monday, 14 Jul 2008 ::

“Arrestate i soliti sospetti”
di Luna Reyes

Non faccio in tempo a farmi una settimana di ferie che il buon vecchio Di Pietro combina un casino. E allora vediamo di ricapitolare cosa è successo nella piazza dell’8 luglio.

Nata come manifestazione contro Berlusconi e la sua abitudine, mai persa, di crearsi leggi ad personam. L’hanno soprannominato No Cav Day. Sono intervenuti ospiti vari ed eterogenei, da Moni Ovadia a Furio Colombo, alla Mannoia e al rappresentante dei gruppi rom Alexian Spinelli.
Ma salgono sul palco anche i soliti sospetti, Marco Travaglio, che accusa Napolitano di firmare “leggi razziali”, ma soprattutto Beppe Grillo e Sabina Guzzanti.
Ecco cosa hanno detto:

Ovviamente, è accaduto il pandemonio. Furio Colombo è indignato, con lui il mondo politico e in primis il PD, che se prima della manifestazione aveva rinunciato a partecipare, col coraggio che come sempre contraddistingue questo partito, ora gongola dicendo “Vedete, vedete, NOI avevamo preso le distanze da prima!”. E ora Grillo e la Guzzanti sono accusati di vilipendio al capo di Stato e a un capo di Stato estero, il Papa; inoltre, la Carfagna ha querelato la Guzzanti.
A mio parere, come sempre, si è alzato un polverone per nulla. Nessuno ha insultato Napolitano,tranne Grillo che l’ha chiamato Morfeo, si può considerare un insulto?^^ E le critiche al suo operato sono legittime e condivisibili: l’essere il capo dello Stato non lo rende immune dalle critiche se le merita. Con il Papa in effetti, la Guzzanti c’è andata giù pesante, qua l’offesa c’è. Ma la cosa assurda, leggendo i giornali, è che pare che la cosa che ha più sconvolto tutti è stato il fatto che abbia osato mettere un Papa all’inferno, non i diavoli sodomiti annessi e connessi. Sono allibita, come sempre quando si parla di “religione” in Italia.

E per quanto riguarda la ministra, cito il “manifesto” di qualche giorno fa. Chi se ne frega di Mara Carfagna. Di insultarla o di chiederle scusa.

[edit by zioNata, l’autrice mi perdonerà]

Non faccio in tempo a farmi una settimana di ferie che il buon vecchio Di Pietro combina un casino. E allora vediamo di ricapitolare cosa è successo nella piazza dell’8 luglio.
Nata come manifestazione contro Berlusconi e la sua abitudine, mai persa, di crearsi leggi ad personam. L’hanno soprannominato No Cav Day. Sono intervenuti ospiti vari […]

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Monday, 23 Jun 2008 ::

Passaparola
di GoldLeaf

Sì, viene dal blog di Grillo e parla Travaglio, per mezzora. Ma è interessante, tanto interessante, prendendo alcune cose che dice. Ad esempio i minuti tra il 9.30 e il 12.
Volevo parlarne in maniera piu approfondita, ma esami/scadenze ed eliminazioni azzurre dagli europei han tolto tanto tempo, quindi, postiamo questo video usando le nuove capacità molockiane.

questa la trascrizione della parte che volevo segnalare (si parla di intercettazioni e delle proposte della maggioranza a riguardo):
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci.

Mi piacerebbe parlare di cose diverse da Berlusconi e l’ennesima boiata di governo, come si fa da due settimane; ma davvero,è troppo. Mi abituerò e mi farò i fatti miei, e posterò notizie su 16enni americane impazzite che si fanno mettere tutte incinta la prossima volta, o proporrò qualcosa di diverso da una news. Lo giuro! (spero)

Sì, viene dal blog di Grillo e parla Travaglio, per mezzora. Ma è interessante, tanto interessante, prendendo alcune cose che dice. Ad esempio i minuti tra il 9.30 e il 12.
Volevo parlarne in maniera piu approfondita, ma esami/scadenze ed eliminazioni azzurre dagli europei han tolto tanto tempo, quindi, postiamo questo video usando le nuove capacità […]

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Tuesday, 17 Jun 2008 ::

Forse non tutti sanno che…
di GoldLeaf

Il Canal du Midi, affettuosamente detto “il canale di Michele”, è un canale artificiale che collega Mediterraneo con oceano Atlantico. Fu costruito nel ventennio 1660-1681, sotto il regno di Luigi XIV, il re sole, come segno della grandezza del governante e per sottrarre l’egemonia del commercio oceanico alla Spagna, che in quegli anni aveva Gibilterra. Progettato e in parte sovvenzionato da un ricco esattore delle tasse, senza alcuna conoscenza specifica di ingegneria, presenta alcune delle soluzioni più innovative e ingenose dell’epoca in tale ramo, e detiene un grande valore storico, tale da esser proclamato patrimonio Unesco nel 96.
Trecento anni dopo noi siamo qui che litighiamo per fare un ponte sullo stretto, ma è un altra storia.
Il canale, in Francia.
Tutto questo per evitare di commentare l’ennesimo attacco alla mia pazienza e alla mia tranquillità da parte di un criminale di governo, l’accettazione passiva da parte dello stato delle sue opere, e la contemporaneità con una partita tesa e semidisperata della nazionale.
E per chiedere scusa a uno di noi molockiani, per aver dubitato di lui quando tra le chiacchere da ubriaconi tirava fuori l’esistenza di questo fantomatico canale e veniva perculato per mesi come risposta, mentre aveva ragione.
Fa strano pensare i francesi abili a fare qualcosa, e di cosi grosso e duraturo; e questo va a nostra discolpa.

(si, questo vi autorizza se volete a parlare di calcio e di sospensioni di processo nei commenti)

Il Canal du Midi, affettuosamente detto “il canale di Michele”, è un canale artificiale che collega Mediterraneo con oceano Atlantico. Fu costruito nel ventennio 1660-1681, sotto il regno di Luigi XIV, il re sole, come segno della grandezza del governante e per sottrarre l’egemonia del commercio oceanico alla Spagna, che in quegli anni aveva Gibilterra. […]

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Thursday, 12 Jun 2008 ::

Due. 1+1=2, 1+1+1=3 1+1+1+1=4 -> 1+1=4!
di GoldLeaf

Quello cui volevo segnalare oggi sono due e non una notizia. Perchè martedi sera il sito non andava, non per colpa nostra, e perchè prima e dopo il tempo mancava.
Sarà vecchio, ma merita due righe: Famiglia Cristiana apre con un editoriale fantastico. Auspica uno scioglimento del PD tra componenti cattoliche e non, una fuga verso pdl dei vari teodem; e ovviamente sottointende la presenza dei Radicali-satana nel partito come la causa dei risultato delle elzioni, ne auspica la cacciata per risolvere, pardon, “espiare” il peccato laico. La Binetti, che ricordo votata da alcuni di noialtri lombardi, applaude e rilancia.
Il modo migliore di fare opposizione è dare corda a voci idiote e scissioniste, è una grande prova di politica. Perchè di questo si tratta, nel nostro stato laico. Un giornale di attualità facile, cattolico, fa politica e viene ascoltato con interesse mentre chiede al primo partito d’Italia di sciogliersi.

Il secondo caso è tuttora attuale. E, a dispetto da ciò che sembra, non è politica. Il governo annuncia per oggi la discussione di un decreto legge sulla fine della democrazia. Così se si vuole comprare parlamentari con posti da veline non solo si viene rivotati di più, ma non si può venir infastiditi da voci di presunta illegalità e puoi incarcerare chi viene a chiederti qualcosa.
Scoppia il finimondo, intervengono politici con un intesa “bipartisan” a chiedere spiegazioni su un azione insensata, e il quirinale fa sentire anche la sua voce. Due ore dopo viene corretto il tiro. Si erano confusi scrivendo dl invece di ddl; (e sviluppando “decreto legge” invece di “disegno di legge”, cosa un po più difficile da fare di una doppia lettera non ribattuta), è stato un errore, l’incidente si chiude qui. Nel tempo, troppo, tra sbaglio e ammissione succedeva di tutto, ma evidentemente erano tutti al bagno per dire “ah c’è una lettera di troppo”.
Cosi come pochi giorni fa quando il governo venne battuto su un voto su caccia e pesca (e rete4!), tutto questo viene bollato come “errore”, “incidente di percorso”, e non politica. Banalmente si potrebbe dire che la politica centra poco con parlamento italiano e consiglio dei ministri attuali, ma è fintroppo scontato.
E’ però inquietante vedere un governo che si diverte a prendere in giro, e riuscendoci, la massa di cittadini elettori e non. Mettendo in fila una serie di leggi facenti comodo a loro, cancellando ogni gaffe, spostando l’attenzione su di altro. E impiegando troppe poche energie per farlo. Una volta c’era almeno drammaticità nella prevaricazione dei principi base della democrazia, violenza, omicidi, intimidazioni. Ora solo situazioni non degne nemmeno di una sitcom di terzo ordine. Non che rivoglia lo squadrismo, ma siamo davvero cosi stupidi?

Menzione ad honorem per Alfano.
“Per non parlare degli ‘obiettivi’: nel 2007 gli ’spiati’ sono stati circa 125mila, ma se si considera che “le persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno, si arriva a tre milioni. E se si moltiplica per un il numero ‘n’ di giorni di intercettazioni, probabilmente e’ intercettata una grandissima parte del nostro Paese”.

Moltiplichiamo per n allora. Si arriva a 56 milioni in 18 giorni e a un miliardo in un anno. In sei anni riusciamo a intercettare tutta la popolazione mondiale. Un altro centro di eccellenza per l’Italia, o più verosimilmente dati sparati a caso da uno che non dovrebbe ricoprire il posto che occupa.

Quello cui volevo segnalare oggi sono due e non una notizia. Perchè martedi sera il sito non andava, non per colpa nostra, e perchè prima e dopo il tempo mancava.
Sarà vecchio, ma merita due righe: Famiglia Cristiana apre con un editoriale fantastico. Auspica uno scioglimento del PD tra componenti cattoliche e non, una fuga verso […]

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Saturday, 7 Jun 2008 ::

L’indie è morto, evviva l’indie: pubblico, mi ami?
di chem

Son tempi difficili.
Le rockstar non riescono più a pagare il bollo alla limousine, l’icona pop non riesce più ad affittare interi piani all’Hilton; insomma: il p2p sta uccidendo la musica (fortunatamenta non mi è mai piaciuta “la musica” - anche questo post è per ora categorizzato con “rumore”). Nel frattempo, quella musica che è sempre stata non morta ma di certo affamata, giacendo negli scaffali di negozi di musica specializzati frequentati da sedicenti èlite e riempiendo palchi di second’ordine, sta trovando nuova linfa vitale nel p2p (detto “l’assassino”) e nei pomeriggi di adolescenti che, annoiati, cercano nuove forme di vita su MySpace. Il risutato di questa tendenza è stato indubbiamente, dopo dieci anni di esposizione della musica al web 2.0, un fiorire di quella scena, ed un accorgersi che può pure valere qualcosa; tutto questo proprio mentre, appunto, Britney Spears elemosinava soldi per le extension nuove, impoverita da BitTorrent. D’altra parte, c’è un paradosso: cosa succede quando un genere ontologicamente di nicchia diventa molto meno di nicchia? Secondo alcuni diventa di minchia, e muore.

Il che è un ottima cosa. Senza la morte il mondo sarebbe decisamente troppo affollato. E la domanda è: se il punk non fosse morto, il punk avrebbe influenzato tutto il rock a seguire? Se l’hardcore non fosse morta, non avremmo ancora la stessa italodisco di vent’anni fa? Se in molti non avessero esclamato “il rock è morto!”, avremmo avuto lo stesso i Sigur Ros? Ok, penso abbiate capito. I morti si decompongono, restano nelle foto sull’album e, come è sacrosanto sia, fanno da humus e fertilizzano le generazioni a venire. Se vedere gli Arctic Monkeys su MTV o i Franz Ferdinand scalare classifiche sia la morte dell’indie o sia il suo culmine è questione di punti di vista. Quello che è certo è che anche gli ultimi sfigati li hanno assorbiti, e qualcuno è pure passato a trovare il resto della vasta ed eclettica scena dell’indie.. il math, il postrock, il punkfunk e altra gente strana che aveva le allstar già negli anni ‘90.

Questo è ciò che pensavo mentre, ieri sera, mi godevo un festival che ha portato un po’ di tutto questo anche da noi, nella provincia dell’impero, dove tutto arriva, se arriva, un decennio dopo. Il Musica Indipendente A Milano Idroscalo, MIAMI per gli aficionados, ha messo su un palco chi nella nostra italia fa suo questo lungo discorso, e cerca di trovare uno spazio in garage per il proprio ampli, tra i Massimo Volume e i Godspeed You! Black Emperor. Gente non tutta originale, gente non tutta geniale, gente non tutta uguale, come il loro pubblico; ma qua e là trovi qualcuno che appartiene davvero al suo tempo, o perlomeno ci prova, e tenta di lasciare una traccia nella tua testa o perlomeno sul tuo iPod. Anche io ho avuto qualche flash di illuminazione musicofila.


I Farmer Sea viaggiano con mente, synth e chitarre. Le atmosfere ti permeano e Helsinki non sembra troppo lontana.


I Trabant li ho notati perchè vengono da Trieste, che è una città che amo. Si definiscono sfigati e il libricino ufficiale del festival ha ragione nel dire “musica per sfigati del tipo college americano”, in perfetto stile recensione indie (come del resto questo articolo). I Rapture possono strizzare l’occhio, ma se si guarda alla potenza perderebbero di sicuro. I Trabant sono gente che litiga sul palco, non ha paura degli strumenti elettronici (anzi) ma tiene saldamente in mano delle chitarre e pur di farti muovere al loro ritmo dritto e robusto venderebbe l’anima a disco stu.
Considerate solo che sono riusciti a far POGARE un pubblico di nerd capace solo di ondeggiare sulle scarpe.


Meg. Meg è indie, già questo potrebbe sorprendere. Eppure, foss’anche una formalità, vi assicuro che in “Psychodelice” non c’è nemmeno un euro per le major. Sul palco si presenta proprio come sul cd, ovvero una versione napoletana di Bjork, con tanto di piume al collo e maschere. Un lifting sonoro che ho apprezzato, devo dire. Le basi elettroniche sanno essere originali a modo loro, e cattive a modo loro, e ciò che conta di più, nel live, è che sembrano molto improvvisate. Il che in un live electro è un fondamentale chapeau. Su questi rudi sfondi di suoni “colorati da Rothko e Pollock” direbbe un perfetto recensore indie, la voce di Meg sa farsi sentire e soprattutto sa farsi ricordare, colpendo.

È vero, forse se Meg è indie, l’indie è morto. Ma Meg è più viva che mai. Come lei altri, magari oggi sconosciuti. Le campane a morto, nel qual caso, le suono con gioia.

Son tempi difficili.
Le rockstar non riescono più a pagare il bollo alla limousine, l’icona pop non riesce più ad affittare interi piani all’Hilton; insomma: il p2p sta uccidendo la musica (fortunatamenta non mi è mai piaciuta “la musica” - anche questo post è per ora categorizzato con “rumore”). Nel frattempo, quella musica che è sempre […]

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Wednesday, 4 Jun 2008 ::

Nuove da Tradate
di GoldLeaf

E’ interessante come siamo all’avanguardia in qualcosa, una volta tanto. Negli ultimi anni si è tanto parlato della fine del petrolio e della crisi delle fonti energetiche non rinnovabili, del riscaldamento della terra e di tanti effetti negativi collegati all’industrializzazione indiscriminata dei decenni presenti. Ci si è però messo troppo ad accorgersene veramente di ciò che era successo e che stava succedendo; ci vuole poco a puntare sulle auto ibride e quelle a basso consumo dopo che il mercato crolla del 30% e la benzina sale del 20% ogni sei mesi, diventa una scelta obbligata, non una scelta. Ha valore anche questa, ma spesso è troppo tardi. Un’altro dei problemi che si ipotizzavano legati a tale circolo vizioso dei consumi era quello dello smaltimento dei rifiuti, dato il costante aumento della produzione degli stessi, la non smaltibilità della maggior parte di loro (parlo ad esempio delle varie plastiche che confezionano l’80% di ciò che compriamo) e il conseguente incremento esponenziale di discariche ed affini. Ci si è avvicinati alla differenziata, ma solo localmente e spesso in maniera inconsistente. Il problema non era visto come urgente, e anche adesso i rifiuti, su scala mondiale, sono su un gradino parecchio inferiore rispetto a riscaldamento e petrolio e temi annessi; le cose cambieranno purtroppo, ed in peggio, soprattutto visto che le piccole manovre che sarebbe già utile da fare adesso vengono ignorate (esempio banale, la maggior parte dei componenti elettronici invecchiano e son da buttare ogni 3 anni, questo vuol dire 4 telefonini e un paio di pc, una tv ed uno stereo/mp3, macchina fotografia o altro buttati ogni 3/4 anni per ogni famiglia; che inquinano, e parecchio, visto i componenti e le batterie usate, e che altrimenti e molto piu saggiamente potrebbero essere usati per recuperare con alta resa i materiali fatti per costruirli). Ma l’emergenza rifiuti napoletani ha portato alla nostra attenzione tale problema, c’ha reso, come anticipavo in prima linea, all’avanguardia. I primi ad avere l’emergenza rifiuti, quando nemmeno l’emergenza riscaldamento e quella “fine carburanti” non hanno dato ancora grandi dimostrazioni di sè. Abbiamo un piccolo record, un piccolo vanto. Questo però vuol dire che stiamo iniziando a reagire e ad affrontare il problema, e questa è una cosa positiva. L’esempio che voglio fornire è Tradate, con la sua casa monnezza; è un segno che perlomeno vediamo che ci sia qualcosa che nn va, e che andrebbe cambiato, magari qualcosa cambia. Si potrebbe abbandonare la consueta pratica di render discarica abusiva ogni metro quadrato lasciato a sè stesso, o addirittura iniziare una serie di miglioramenti e non solo l’eliminazione delle cattive abitudini. Perchè forse l’avanguardia in peggio si può trasformare in avanguardia in meglio, se si riesce a risolvere un problema grave prima che gli altri lo vedano.
Ai posteri l’ardua sentenza, o toccherà a noi mettere la parola fine?

E’ interessante come siamo all’avanguardia in qualcosa, una volta tanto. Negli ultimi anni si è tanto parlato della fine del petrolio e della crisi delle fonti energetiche non rinnovabili, del riscaldamento della terra e di tanti effetti negativi collegati all’industrializzazione indiscriminata dei decenni presenti. Ci si è però messo troppo ad accorgersene veramente di ciò […]

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Saturday, 31 May 2008 ::

Per prima cosa, le ultime volontà
di Ottavia

Per la prima volta, così almeno dicono i quotidiani, una persona malata è riuscita a far rispettare la sua volontà di non continuare le cure a cui si stava sottoponendo, e che non le avrebbero comunque dato possibilità di guarigione, rifiutando di farsi collegare al polmone artificiale e, di conseguenza, decidendo così del proprio fato.
Dal mio punto di vista questo è un significativo progresso.
Pensando che basta tornare indietro di un anno e mezzo per vedere quale sia stata la sorte di un personaggio ormai emblema della condizione dei tanti malati terminali, ovverosia Piergiorgio Welby, sono felicemente stupita che sia stato dimostrato che il testamento biologico, cioè la volontà individuale, almeno per le istituzioni, può bastare. Bastare soprattutto in questo senso.
Devo ammettere che credo che questa sia stata una “svista” di qualche istituzione di vario genere che, impegnata in altre questioni, non sia riuscita a bloccare tempestivamente questa libera decisione, ma forse è colpa del mio carattere che mi spinge a vedere sempre il peggio.
Penso che vedremo qualche reazione, comunque: possiamo aspettare un pò.
Ma in un mondo sempre più precario, è di qualche conforto sapere che almeno si può morire in pace, senza riflettori, almeno per un giorno.

Per la prima volta, così almeno dicono i quotidiani, una persona malata è riuscita a far rispettare la sua volontà di non continuare le cure a cui si stava sottoponendo, e che non le avrebbero comunque dato possibilità di guarigione, rifiutando di farsi collegare al polmone artificiale e, di conseguenza, decidendo così del proprio fato.
Dal […]

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Wednesday, 28 May 2008 ::

Via almirante, a studio aperto. Causa, conseguenza.
di GoldLeaf

E mentre in tanti paesi e da Amnesty ci chiamano razzisti, il governo ammette ufficiosamente delle ronde per la garanzia della sicurezza, il governo e le autorità si dissociano dalle ronde quando accadono davvero e diventano punitive e razziste, e non c’è ancora nessun fatto reale accaduto che giustifichi questo clima di odio verso gli immigrati e che tenga alto lo stato di emergenza, Studio Aperto da ancora una volta una lezione di giornalismo: un servizio totalmente gratuito sul come gli immigrati rendano l’Italia un posto peggiore, farcito da una serie di illazioni e pregiudizi decisamente affini con l’odio razziale, che connette esplicititamente un senso di insicurezza e diffidenza alla sola presenza di stranieri in italia e non alla campagna di demonizzazione mediatica, e che ha come suo momento più alto la scritta in sovrimpressione, a mo di slogan “l’80% dei reati viene commesso dai clandestini”, affermazione così detta sbagliata e pericolosa.
Vabbè che studio aperto è  merda, ma anche alla merda c’è un limite, e quando la seconda notizia del giornale non è  nemmeno “il governo ieri è caduto, ma non vi preoccupate, non era una questione politica, l’hanno detto loro” (dimenticavo come in parlamento non si faccia politica ma altro, è una scusa geniale! ) ma “Bambina di 11 anni ROM viene arrestata per la 39esima volta per piccoli furti, tutto ciò è scandaloso” siamo davvero ben oltre il limite della decenza.

A contorno di tutto questo, a Roma si intitolerà  una via ad Almirante. Perchè è vero che fu redattore della “Difesa della Razza”, ma ebbe anche tanti meriti. Come dice Violante “ebbe un ruolo importante nella storia di questo Paese, perché seppe condurre nell’alveo della democrazia quegli italiani che, dopo la caduta del fascismo e la sconfitta della Repubblica sociale, non si riconoscevano nella Repubblica Italiana del 48′”.
Quindi beh, si, fu complice in maniera indiretta (diciamo indiretta sì, siamo buoni) dello sterminio di milioni di persone, ma ha aiutato i fascisti ad essere reintegrati e a tornare in politica ed in parlamento, come si fa a non volergli bene?

E mentre in tanti paesi e da Amnesty ci chiamano razzisti, il governo ammette ufficiosamente delle ronde per la garanzia della sicurezza, il governo e le autorità si dissociano dalle ronde quando accadono davvero e diventano punitive e razziste, e non c’è ancora nessun fatto reale accaduto che giustifichi questo clima di odio verso gli […]

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Monday, 26 May 2008 ::

La formica esperta
di chem

Nucleare, lite tra Rubbia e Veronesi
Il fisico: si occupi di oncologia.

Approfitto dell’inaugurazione del nuovo corso molockiano delle “Brevi di cronaca” - brevi commenti pseudoquotidiani, da affiancare alle nostre tradizionali lunghe analisi e ancor più lunghi vaneggiamenti - per commentare questa buffa notizia.
Posto che in generale ho un pregiudizio positivo sulle centrali nucleari, dopo la campagna di “oh mio dio Černobyl cacca pupù”, in questo caso c’entra ben poco l’oggetto dell’opinione espressa dalle parti in causa. E’ proprio il tono di Rubbia che non mi va giù: «Veronesi si occupi di oncologia, dove riesce benissimo, lasciando il nucleare a chi ne ha competenza». Presumo che il massimo della vita di Rubbia sia una tecnocrazia dove se non hai una laurea in un campo, devi stare zitto e subirti “chi ha competenza”. Le scelte politiche devono essere prese da una casta di esperti plurilaureati in possesso della Verità, mentre la plebaglia deve accettare questi frutti della conoscenza, senza meritarsi nemmeno di capire, senza aver bisogno degli “argomenti” di fianco alla tesi. I dettagli che anche lui è alla fin fine un fisico delle particelle, e studia cose buffe ai limiti della metafisica, e di energia nucleare è difficile definirlo “un esperto”, fanno sorridere un poco di più.
Veronesi ha il coraggio di mettere il suo cervello a disposizione del paese, e di rischiare prendendo opinione in vari campi che sono attualmente al centro del dibattito pubblico; e si presume che, come ogni buon politico dovrebbe - e Veronesi penso abbia l’intelligenza per capirlo, si sia informato adeguatamente sui fatti, abbia magari sentito degli esperti (ingegneri nucleari, non fisici di gravitoni). Presupporre che, siccome non ha una laurea in una materia affine (ma i rischi paventati non sono proprio i tumori, curati dagli oncologi?), stia sparando cose a caso mi fa venire in mente questa citazione, tra le mie preferite:

Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un’invasione, macellare un maiale, guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito, battersi con efficienza, morire valorosamente.
La specializzazione va bene per gli insetti.

Robert A. Heinlein

Nucleare, lite tra Rubbia e Veronesi
Il fisico: si occupi di oncologia.
Approfitto dell’inaugurazione del nuovo corso molockiano delle “Brevi di cronaca” - brevi commenti pseudoquotidiani, da affiancare alle nostre tradizionali lunghe analisi e ancor più lunghi vaneggiamenti - per commentare questa buffa notizia.
Posto che in generale ho un pregiudizio positivo sulle centrali nucleari, dopo la campagna […]

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Monday, 12 May 2008 ::

Inutile
di GoldLeaf

Non è possibile che stia accadendo davvero. Cosi in fretta, così facilmente, così…subito. Abbiamo accettato di avere come premier un uomo che con decine di non_condanne e non_assoluzioni otterrebbe la simpatia di qualsiasi criminale. Capace di giocare con la giustizia in maniera cosi totale da comandarla e farsene beffa. Arrivando ad attaccarla sullo stesso campo che le compete. Tu mi giudichi, quindi sei colpevole. Capace di porre come eroi per il paese mafiosi e legati alla mafia, che in fin dei conti erano brave persone. Abbiam giudicato normale che la compravendita di parlamentari avvenisse tramite l’assegnazione di posti nelle fiction della tv pubblica. Abbiamo sorriso al fatto che le donne e la loro uguaglianza sia rappresentata da una valletta e che tra i tanti ministri recuperati dal vecchio governo non ci fosse quello della sanità, disgraziatamente finito in tribunale per corruzione e tangenti.
Abbiamo votato con una legge elettorale antidemocratica fascisti e mafiosi accertati ovunque in parlamento, visto di buon occhio un ministro dell’interno che usava fino a pochi anni fa bruciare bandiere, attaccare lo stato e fare ronde illegali, abbiamo rivalutato fascismo e repubblichini, che alla fine dei conti erano brave persone, abbiamo accettato che una lista medievale e dannosa come quella di Ferrara avesse una totale copertura mediatica pur avendo uno scarsissimo successo di pubblico, abbiamo difeso quelle idee obsolete solo perchè venivano attaccate, abbiamo accettato che non venisse detta una sola parola invece su un movimento di un comico che di successo mediatico ne aveva avuto e che tra le tante boiate di cose interessanti ne diceva, abbiamo assistito svogliati a una indignazione gratuita a quell’unico che ha “appaltato” la tv a tale messaggio richiesto da chi la tv la guarda, e abbiamo assistito alla risposta censoria a questa manifestazione di informazione, abbiam fatto finta di non cogliere le citazioni in tale risposta censoria rispetto all’urkase bulgaro, abbiamo dimenticato l’urkase bulgaro, abbiamo sentito che Biagi appena morto era un grande amico di Berlusconi, abbiamo assistito all’ennesima epurazione di Luttazzi e al confino in cui sono tutt’ora i Guzzanti famosi e non fascisti, abbiamo dato un ministero inventato a un uomo responsabile di decine di morti libiche per i suoi atti sconsiderati, abbiamo accettato tutti di vivere nella paura perchè c’è stato detto, abbiamo chisto sicurezza per vivere in tale paura, abbiamo partecipato per convenienza a guerre in ogni parte del mondoedio oriente e abbiamo finto di non ascoltare i moniti sulla sconsiderata gestione di finanze pubbliche e televisioni da parte di UE, stampa estera, governi esteri ed associazioni garantiste.
Sabato Travaglio ancora una volta faceva il suo lavoro, e non diceva nulla di sbagliato, e per questo veniva attaccato. Pesantemente. E querelato ancora. I suoi avversari parlavano al Tg1, asservito ai loro interessi, e chiedevano ed ottenevano il culo di chi aveva dato voce al giornalista. Tutti d’accordo nell’indignazione, destra e sinistra. Bisogna garantire il dialogo. Contemporaneamente su La7 ad un programma comico Prodi dava l’ennesima dimostrazione di coerenza e di solidità, amplificando il sentimento di occasione persa. Oggi, il giorno dopo, le voci di censura si fanno più forti e sempre più compatte. Tutti parlano contro uno, nessuno mostra ciò che ha detto ma solo le reazioni su ciò che avrebbe calunniato, e poi in blocco lo accusano, lui, di parlare senza un contraddittorio. Ovviamente dimenticandosi che ai fatti non serve il contraddittorio. Ed è passata solo una settimana di cinque (dodici?) anni. Tutto ciò che ho detto è solo una piccola parte di ciò che potrei dire, e lo sappiamo. Anzi, son cose talmente ovvie e sapute da diventare banalità. Ed è davvero così lo sono.

Davvero: per quanto noi ci crediamo assolti siamo per sempre coinvolti.

Questa frase appena citata starebbe bene anche con un punto interrogativo piuttosto che terminare in maniera sentenziosa. Perchè siamo cinque anni dopo sempre allo stesso posto, incapaci di reagire, di accorgersi, sempre piu assuefatti dall’aria che respiriamo e disposti ad andare avanti risparmiandoci anche l’ultima, inutile, indignazione. Quella nostra, quella vera.

Chissà cosa si trova a liberare
la fiducia nelle proprie tentazioni,
allontanare gli intrusi
dalle nostre emozioni,
allontanarli in tempo
e prima di trovarsi solo
con la paura di non tornare al lavoro.

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