Non faccio in tempo a farmi una settimana di ferie che il buon vecchio Di Pietro combina un casino. E allora vediamo di ricapitolare cosa è successo nella piazza dell’8 luglio.
Nata come manifestazione contro Berlusconi e la sua abitudine, mai persa, di crearsi leggi ad personam. L’hanno soprannominato No Cav Day. Sono intervenuti ospiti vari ed eterogenei, da Moni Ovadia a Furio Colombo, alla Mannoia e al rappresentante dei gruppi rom Alexian Spinelli.
Ma salgono sul palco anche i soliti sospetti, Marco Travaglio, che accusa Napolitano di firmare “leggi razziali”, ma soprattutto Beppe Grillo e Sabina Guzzanti.
Ecco cosa hanno detto:
Ovviamente, è accaduto il pandemonio. Furio Colombo è indignato, con lui il mondo politico e in primis il PD, che se prima della manifestazione aveva rinunciato a partecipare, col coraggio che come sempre contraddistingue questo partito, ora gongola dicendo “Vedete, vedete, NOI avevamo preso le distanze da prima!”. E ora Grillo e la Guzzanti sono accusati di vilipendio al capo di Stato e a un capo di Stato estero, il Papa; inoltre, la Carfagna ha querelato la Guzzanti.
A mio parere, come sempre, si è alzato un polverone per nulla. Nessuno ha insultato Napolitano,tranne Grillo che l’ha chiamato Morfeo, si può considerare un insulto?^^ E le critiche al suo operato sono legittime e condivisibili: l’essere il capo dello Stato non lo rende immune dalle critiche se le merita. Con il Papa in effetti, la Guzzanti c’è andata giù pesante, qua l’offesa c’è. Ma la cosa assurda, leggendo i giornali, è che pare che la cosa che ha più sconvolto tutti è stato il fatto che abbia osato mettere un Papa all’inferno, non i diavoli sodomiti annessi e connessi. Sono allibita, come sempre quando si parla di “religione” in Italia.
E per quanto riguarda la ministra, cito il “manifesto” di qualche giorno fa. Chi se ne frega di Mara Carfagna. Di insultarla o di chiederle scusa.
[edit by zioNata, l’autrice mi perdonerà]
Non faccio in tempo a farmi una settimana di ferie che il buon vecchio Di Pietro combina un casino. E allora vediamo di ricapitolare cosa è successo nella piazza dell’8 luglio.
Nata come manifestazione contro Berlusconi e la sua abitudine, mai persa, di crearsi leggi ad personam. L’hanno soprannominato No Cav Day. Sono intervenuti ospiti vari […]
Sì, viene dal blog di Grillo e parla Travaglio, per mezzora. Ma è interessante, tanto interessante, prendendo alcune cose che dice. Ad esempio i minuti tra il 9.30 e il 12.
Volevo parlarne in maniera piu approfondita, ma esami/scadenze ed eliminazioni azzurre dagli europei han tolto tanto tempo, quindi, postiamo questo video usando le nuove capacità molockiane.
questa la trascrizione della parte che volevo segnalare (si parla di intercettazioni e delle proposte della maggioranza a riguardo):
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci.
Mi piacerebbe parlare di cose diverse da Berlusconi e l’ennesima boiata di governo, come si fa da due settimane; ma davvero,è troppo. Mi abituerò e mi farò i fatti miei, e posterò notizie su 16enni americane impazzite che si fanno mettere tutte incinta la prossima volta, o proporrò qualcosa di diverso da una news. Lo giuro! (spero)
Sì, viene dal blog di Grillo e parla Travaglio, per mezzora. Ma è interessante, tanto interessante, prendendo alcune cose che dice. Ad esempio i minuti tra il 9.30 e il 12.
Volevo parlarne in maniera piu approfondita, ma esami/scadenze ed eliminazioni azzurre dagli europei han tolto tanto tempo, quindi, postiamo questo video usando le nuove capacità […]
Il Canal du Midi, affettuosamente detto “il canale di Michele”, è un canale artificiale che collega Mediterraneo con oceano Atlantico. Fu costruito nel ventennio 1660-1681, sotto il regno di Luigi XIV, il re sole, come segno della grandezza del governante e per sottrarre l’egemonia del commercio oceanico alla Spagna, che in quegli anni aveva Gibilterra. Progettato e in parte sovvenzionato da un ricco esattore delle tasse, senza alcuna conoscenza specifica di ingegneria, presenta alcune delle soluzioni più innovative e ingenose dell’epoca in tale ramo, e detiene un grande valore storico, tale da esser